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Vuoi aprire un’erboristeria ma non conosci i requisiti e le procedure da adottare? Con questa guida cercheremo di aiutarti a chiarire le tue idee.

In Italia le normative in merito all’apertura dell’attività per erboristerie sono lasciate alla regolamentazione comunale.

Ecco perché, prima di aprire la partita IVA per un’erboristeria, è buona norma informarsi adeguatamente sui regolamenti previsti in ciascun Comune. In questa guida ti aiutiamo a chiarire le idee sulla tipologia di erboristeria che vuoi avviare.

 

Competenze professionali per aprire un’erboristeria

Come in tutte le attività, aprire un’erboristeria richiede delle competenze specifiche e a maggior ragione, in un settore particolare e delicato come questo, sarà la tua preparazione a fare la differenza tra te e i tuoi concorrenti. Quando hai a che fare con la salute ed il benessere delle persone il maggior valore è nel servizio e non nel prodotto in sé.

Il primo passo per l’apertura di questa attività è capire che tipo di prodotti intendi vendere. Fai molta attenzione a questa distinzione perché da questa scelta dipenderà la necessità di essere in possesso di alcuni requisiti.

 

E’ necessario distinguere in:

  1. attività di produzione, trasformazione e commercializzazione di piante officinali sfuse e loro derivati;
  2. commercio al dettaglio di soli prodotti confezionati (esclusa la miscelazione e la preparazione di erbe, tisane o fitoderivati);

 

Nel primo caso è necessario almeno un titolo di quelli che seguono:

  • laurea triennale in Tecniche Erboristiche;
  • laurea in Farmacia;
  • laurea in Chimica;
  • diploma di specializzazione in Scienza e Tecnica delle piante officinali o in Farmacognosia.

 

Nel secondo caso invece si rientra in una più semplice attività commerciale al dettaglio.

Se hai in mente di proporre tisane e infusi ai tuoi clienti sappi che è illegale, infatti non è possibile servire bevande nelle erboristerie a meno che non si faccia richiesta di autorizzazione alla somministrazione.

 

N.B. Se intendi somministrare preparati commestibili (anche gratuitamente), devi rispettare le normative sulla somministrazione di alimenti e bevande che prevedono il possesso dell’attestato SAB (Somministrazione Alimenti e Bevande). L’ottenimento dell’attestato è soggetto alla regolamentazione comunale quindi le modalità previste per ottenerlo possono variare.

 

Generalmente sono:

  • aver frequentato un corso di abilitazione professionale;
  • aver operato per almeno due anni (anche non consecutivi nell’arco dell’ultimo quinquennio) come titolare, socio o dipendente qualificato in un’attività di somministrazione;
  • essere in possesso di un diploma o laurea in un indirizzo che prevede lo studio della preparazione e commercio degli alimenti.

 

Si tratta di normative che possono variare da comune a comune, per cui è sempre meglio rivolgerti al SUAP della tua zona per ottenere maggiori informazioni.

 

Procedura e costi per aprire la partita IVA per l’attività di erboristeria

Chiarito che l’investimento più importante che bisogna sostenere è quello relativo alla formazione, passiamo all’identificazione dell’attività ai fini della richiesta della partita IVA.

Il codice ateco da utilizzare per la richiesta della partita IVA è 47.75.20 (ERBORISTERIE) e dovrai comunicare l’inizio dell’attività ai seguenti enti:

  • Comune tramite il SUAP per il riconoscimento dei requisiti;
  • Camera di Commercio per l’iscrizione dell’impresa;
  • INPS per il versamento dei contributi;
  • Agenzia delle Entrate per l’attribuzione della partita IVA.

 

Se preferisci non occuparti di queste pratiche e vuoi velocizzare la procedura, affidati a noi di Imprenditoriamo. Ti semplificheremo notevolmente le cose, evitando che tu possa perdere tempo utile per iniziare la tua attività.

Costi per l’apertura della partita Iva per l’attività di erboristeria

Per aprire un’erboristeria l’iscrizione in Camera di Commercio ha un costo di circa 35,50 euro per diritti e bolli. Il diritto annuale che dovrai pagare per mantenere l’iscrizione alla CCIAA è di 53 euro. I contributi INPS invece saranno di circa 3800 euro annuali da versare trimestralmente a maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo.

 

Esempio in Regime Forfettario:

Attività di Erboriesteria codice ateco 47.75.20 →  incassi di 50.000 euro e coefficiente di redditività del 67%.

Notiamo subito che l’imponibile (incassi – costi forfait) eccede la soglia di 15.878, ne dovremo tenere conto nel calcolo.

Supponiamo che nell’anno siano stati versati 3800 euro di Inps.

Imponibile previdenziale → 50.000×40%= 20.000

INPS da pagare sul minimale → 3.800 (con riduzione del 35% = 2.470)

imponibile INPS oltre il minimale → 20.0000 – 15.878 = 4.122

INPS da pagare oltre il minimale → 4.122×24%= 989 (con riduzione del 35% = 643)

Imponibile fiscale → 20.000-3.800(INPS anno precedente)= 16.200

Imposta da pagare →16.200×15%= 2.430 (o 5%= 810 se nuova attività)

Ciò che ti rimarrà in tasca i primi 5 anni è 50.000-3.800-989-810= 44.401 (con la riduzione INPS circa 46.077). Ciò che ti rimarrà in tasca gli anni successivi è  50.000-3.800-989-2.430= 42.781 con la riduzione INPS circa 44.457).

 

Esempio in Regime Normale:

Attività di Erboriesteria codice ateco 47.75.20 →  incassi di 50.000 euro e costi 30.000 euro

Supponiamo che nell’anno precedente siano stati versati 3800 euro di Inps.

L’imponibile INPS oltre il minimale è di → 20.000-15.878=4.122

INPS da pagare oltre il minimale → 4.122×24%=989

Imponibile fiscale → 20.000-3.800(INPS anno precedente)= 16.200

Imposta da pagare secondo il calcolo progressivo  → 3.164

Ciò che ti rimarrà in tasca (senza considerare i costi in modo da paragonarlo al regime forfettario) è 50.000-3.800-989-3.164= 42.047

 

N.B. il regime forfettario non sempre è conveniente dal punto di vista fiscale, però semplifica notevolmente la gestione dell’attività e permette, a chi vuole intraprendere l’attività di impresa, di non ritrovarsi a combattere con la burocrazia

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