Vuoi finalmente metterti in proprio come elettricista ma ti preoccupano le procedure, i costi e le tasse da pagare?

Se desideri aprire una partita IVA per esercitare l’attività di elettricista o installatore di impianti elettrici, da noi troverai tutte le informazioni che ti servono. Non ti preoccupare, aprire la partita Iva come elettricista è un procedimento abbastanza semplice e in questo articolo vogliamo chiarirti le idee.

 

Requisiti per esercitare l’attività

Devi sapere che la professione di elettricista e installatore di impianti è un’attività tipicamente artigiana, questo significa che come imprenditore artigiano devi rispettare alcuni requisiti:

  • puoi essere titolare di una sola impresa artigiana;
  • deve essere la tua attività prevalente;
  • ti devi assumere la piena responsabilità dell’impresa con tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla sua direzione e gestione;
  • devi svolgere il lavoro manuale diretto alla produzione di beni e servizi in modo abituale e prevalente;
  • devi essere maggiorenne;
  • devi rispettare dei limiti dimensionali in base all’organizzazione della tua produzione;
  • devi rispettare i requisiti di onorabilità relativi a sentenze penali o violazioni di norme in materie specifiche definite dalla legge.

          

Requisiti tecnico/professionali:

Per svolgere l’attività di elettricista devi dimostrare di avere le capacità quindi verifica con attenzione di rispettare almeno uno dei seguenti requisiti tecnico-professionali:

  • laurea in materie tecnico scientifiche, come ad esempio ingegneria, fisica, architettura;
  • diploma di maturità;
  • qualifica professionale in materie tecniche seguita da un periodo lavorativo della durata di almeno 2 anni con specializzazione relativa al settore di attività , alle dipendenze di una impresa dello stesso settore;
  • attestato di formazione professionale, rilasciato da istituti regionali o comunque riconosciuti dalla Regione, seguito da un periodo di inserimento di almeno due anni o quattro a seconda dello specifico settore scelto;
  • altra ipotesi è quella dell’accesso attraverso un periodo lavorativo svolto presso una impresa dello stesso settore. Questo periodo deve essere di almeno 3 anni come operaio installatore specializzato;
  • Collaborazione tecnica continuativa nell’ambito di imprese abilitate del settore per un periodo non inferiore a quattro anni.

A seconda della tipologia dei lavori che un installatore di impianti può fare, ad esempio impianti idrici, elettrici, antincendio, radiofonici etc, il decreto ministeriale ha istituito delle classificazioni che vanno dalla lettera “a” alla lettera “g”: ogni lettera indica una tipologia e per ciascuna ci sono delle particolarità.

Non preoccuparti, queste informazioni le puoi facilmente trovare per esteso nel  Decreto Ministeriale 37/2008.

 

Procedura per aprire l’attività

Se ti riconosci in almeno uno dei requisiti elencati hai le carte in regola per avviare le pratiche e iniziare la tua attività di ELETTRICISTA e INSTALLATORE DI IMPIANTI.

Prima di tutto dovrai identificare il codice attività che definisce meglio il tipo di professione che andrai a svolgere.

43.21.01 INSTALLAZIONE DI IMPIANTI ELETTRICI IN EDIFICI O IN ALTRE OPERE DI COSTRUZIONE.

43.21.02 INSTALLAZIONE DI IMPIANTI ELETTRONICI.

43.21.03 INSTALLAZIONE IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE STRADALE E DISPOSITIVI ELETTRICI DI SEGNALAZIONE, ILLUMINAZIONE E PISTE DEGLI AEROPORTI.

Veniamo al dunque, per procedere dovrai aprire una partita Iva come impresa artigiana in forma individuale comunicando l’avvio dell’attività ai seguenti enti:

  • COMUNE tramite il SUAP anche ai fini del riconoscimento dei requisiti;
  • CAMERA DI COMMERCIO per l’iscrizione dell’impresa;
  • ALBO ARTIGIANI per il riconoscimento dello status di artigiano;
  • INPS per la posizione previdenziale e il versamento dei contributi;
  • AGENZIA DELLE ENTRATE per l’attribuzione della partita IVA;
  • INAIL per l’assicurazione sugli infortuni derivanti dall’attività;

A prima vista potrebbe sembrare una operazione lunga e complessa ma non ti preoccupare, se vorrai, penseremo a tutto noi.

Innanzitutto ti consiglio, se non lo hai, di creare un indirizzo PEC, ormai è un obbligo per tutte le attività. Ti starai chiedendo quanto ti costerà questa procedura?

L’iscrizione in Camera di Commercio ha un costo di circa 35,50 euro per diritti e bolli.

L’iscrizione all’Albo Artigiani ammonta a 168 euro per la tassa di concessione governativa più 15 euro circa di diritti.

N.B. Alcune Camere di Commercio hanno abolito il costo riguardante l‘albo artigiani.

Il diritto annuale che dovrai pagare per mantenere l’iscrizione alla CCIAA è di 53 euro;

Il premio INAIL sarà di circa 500 euro l’anno;

I contributi INPS invece saranno di circa 3800 euro annuali da versare trimestralmente.

N.B. possono essere ridotti del 35% se decidi di avvantaggiarti del Regime Forfettario

A proposito di regime forfettario… valuta attentamente questa agevolazione perché potresti scoprire che, rispetto alla tua situazione, si riveli molto conveniente, sia dal punto di vista della semplificazione, sia dal punto di vista del risparmio.Se vuoi sapere di più clicca QUI o contattaci e tieni a mente che l’attività di INSTALLATORE DI IMPIANTI ha una redditività del 86%.

Facciamo due semplici esempi sulle tasse e sui contributi da pagare in regime IVA normale e in Regime Forfettario

 

ESEMPIO IN REGIME FORFETTARIO

Facciamo prima un esempio con il regime forfettario, supponendo che si abbiano degli incassi che ammontino a 45.000 euro annuali. Stabilito che, il codice Ateco è 43.21.01, il coefficiente di redditività è del 86 %. 

Notiamo subito che l’imponibile (incassi – costi forfait) eccede la soglia di 15.878, ne dovremo tenere conto nel calcolo.

Supponiamo che nell’anno precedente siano stati versati 3800 euro di Inps.

Imponibile previdenziale → 45.000x86%= 38.700

INPS da pagare sul minimale → 3.800 (con riduzione del 35% = 2.470)

imponibile INPS oltre il minimale → 38.700 – 15.878 = 22.822

INPS da pagare oltre il minimale → 22.822×24%= 5.477 (con riduzione del 35% = 3.560)

Imponibile fiscale → 38.700-3.800(INPS anno precedente)= 34.900

Imposta da pagare → 34.900×15%= 5.235 (o 5%= 1.745 se nuova attività)

  • Ciò che ti rimarrà in tasca i primi 5 anni è 45.000-3.800-5.477-1.745= 33.978 (con la riduzione INPS circa 37.225).
  • Ciò che ti rimarrà in tasca gli anni successivi è  45.000-3.800-5.477-5.235= 30.488 con la riduzione INPS circa 33.735).

 

ESEMPIO IN REGIME NORMALE

Supponiamo incassi di 45.000 euro e costi 20.000 euro e che nell’anno precedente siano stati versati 3800 euro di Inps.

L’imponibile INPS oltre il minimale è di → 25.000-15.878=9.122

INPS da pagare oltre il minimale → 9.122×24%=2.189

 

Imponibile fiscale → 25.000-3.800(INPS anno precedente)= 28.800

Imposta da pagare secondo un calcolo progressivo  → 7.120

  • Ciò che ti rimarrà in tasca (senza considerare i costi in modo da paragonarlo al regime forfettario) è 45.000-3.800-2.189-7.120= 31.891

N.B. il regime forfettario non sempre è conveniente dal punto di vista fiscale, però semplifica notevolmente la gestione dell’attività e permette, a chi vuole intraprendere l’attività di impresa, di non ritrovarsi a combattere con la burocrazia

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